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    Elogio della battuta (e dei battutisti)

    Lia è, e rimane, da 20 anni una delle migliori (no, la migliore) battutista italiana, con un senso del comico acutissimo, fulminante, spiazzante, raffinato, penna fra le piu godibili ed intelligenti della satira contemporanea. Si sorride gia nel sottotitolo di copertina, dove si definisce "a metà fra la battutista e la cazzara": ed é pure questa una battuta, s'intende, gioco sulla parola "cazzara" con ambiguità fra "persona che racconta sciocchezze" e, diciamo, "persona assolutamente disincantata e pronta a scartare di lato, ad uscire dagli schemi del quotidiano per lanciarsi verso angoli nascosti del reale", il che viene allora ad essere gran pregio. Il battutista è, alla fine, un pioniere. Godimento puro, allora, per chi sa e vuole percorrere la pista da loro battuta con una battuta, appunto (scemo giochino di parole, però involontario). Librettino in perfetto stile "Lia", questo elogio della battuta, agile, leggero ed acuto, con semmai l'unico difetto di essere troppo breve, e si piomba alla fine all'improvviso, con il solo desiderio di stare ancora a sentire Lia, ancora a sorridere. Ovviamente, manco a dirlo, pagine piene di battute, e si va dal sorriso alla risata sgangherata alla riflessione che ti lascia un po' l'amaro, dopo il sorriso. Ma così deve essere, dietro la maschera del buffone, è stato scritto, fa sempre capolino la verità e, dietro ancora, la realtà. La satira serve appunto, come dice ottimamente Lia, a digerirla meglio.
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