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4.1 out of 5
5 Stars
384 reviews have 5 stars
4 Stars
252 reviews have 4 stars
3 Stars
104 reviews have 3 stars
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45 reviews have 2 stars
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39 reviews have 1 stars

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  • Geniale...

    L'enigma della camera 622 potrebbe spaventavi per la mole delle sue pagine, ma lo Scrittore è un narratore tanto abile da riuscire a dissipare ogni timore sin dalle prime pagine. Un esempio eccellente di metaromanzo attraverso il quale Dicker ci illustra l'evento catalizzatore che permette all'autore di dare origine alla storia. Una dedica profondamente sentita al suo editore deceduto, che per lui è stato un mentore. Lo scrittore Joël dopo una brutta rottura decide di prendersi un momento di relax dal suo lavoro e si reca al Palace de Verbier, un'oasi di pace immersa nelle Alpi svizzere, luogo amato proprio dal suo editore. Quì Joel si accorge di una strana cosa: la numerazione delle camere salta la 622. Vi è una 621, una 621 bis, una 623, ma non una 622. Ed ecco come l'autore ci insegna l'origine di una storia; come a partire dai giusti interrogativi si possa creare una trama interessante e misteriosa, in grado di suscitare la curiosità, solleticare la sete di sapere. Quella che doveva essere una vacanza si trasforma in un lavoro di ricerca e scrittura di una storia sul mistero della camera 622. Un omicidio vi si è consumato anni fa, di cui nessuno parla più e che è rimasto irrisolto. La notte delle elezioni del prossimo direttore di una importante banca di Ginevra, la Ebezner, un uomo viene ucciso. Tanti hanno un movente ma tutti hanno un alibi. Joël, allora, ci conduce per mano verso la scoperta di una storia che scava nel passato dei personaggi coinvolti, nei loro legami, nelle loro doppie vite, tra rinunce e passi falsi, antichi livori e nuove gelosie. Attraverso continui salti temporali, sullo sfondo del mondo dell'alta finanza, raccogliamo i tasselli di un quadro che diverrà unitario solo alla fine del libro. Il ritmo dell'Enigma della camera 622 è lento, culla il lettore, si insinua nella sua testa e lo ammalia con la storia dei suoi personaggi. Amori, tradimenti, lotte di potere, intrighi, una perfetta commistione di elementi che creano un mystery godibile e avvincente, un giallo più che un thriller. Ho adorato il modo in cui Joël Dicker descrive la varietà dell'animo umano, scavando nel passato dei suoi personaggi. Sono andata in cerca di un cattivo, la verità però, è che nessuno lo è veramente ma è piuttosto vittima di eventi, scelte sbagliate, manipolazioni o mancanza di carattere. Una sceneggiatura brillante, con una sprezzante ironia amara, in bilico tra realtà e finzione. Dicker ha la grande capacità di ingabbiare il lettore all'interno della trama. Ogni capitolo tiene legato all'altro e termina con quesiti e sospensioni che ti spingono a continuare a oltranza la lettura. Vi assicuro che non riuscivo a smettere. Nonostante un'emicrania incombente mi dicevo che avrei letto solo un'altro capitolo e poi mi ritrovavo a continuare forsennatamente a leggere in cerca di indizi chiarificatori. Una sete di sapere che si è trasformata in una vera e propria smania di scoprire la verità sui segreti di ogni personaggio, tanto da oscurare il vero obiettivo: chi era l'assassino? Se siete in cerca di una storia ricca di mistero, piena di colpi di scena, in cui viene messa alla prova la vostra capacità di cogliere elementi e di connetterli L'enigma della camera 622 potrebbe fare al caso vostro. Joël Dicker si conferma un autore fantastico, con uno stile unico e avvincente. https://ariaswild.blogspot.com/2020/06/lenigma-della-camera-622joel-dicker.html#more

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    36 person found this review helpful

    36 people found this review helpful

    36 of 42 people found this review helpful

  • Un buon giallo

    Di certo non ci troviamo di fronte ad un capolavoro della letteratura. Però se siete appassionati di gialli e l'intento è quello di passare qualche ora spensierata è quello che fà per voi. La trama è ben congeniata. Le situazioni si accavallano su archi temporali diversi e c'è il rischio di perdersi. Consiglio di leggerlo in un lasso di tempo breve per evitare di dimenticarsi quanto letto in precedenza.

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    26 person found this review helpful

    26 people found this review helpful

    26 of 27 people found this review helpful

  • Tanti colpi di scena (forse anche troppi)

    Meno intrigante di altri libri dell'autore, e stile leggermente diverso dagli altri rimanzi, ma come al solito avvincente e che fa venire voglia di leggere ancora e ancora. Da leggere con attenzione o si rischia di perdersi un po'!

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    11 person found this review helpful

    11 people found this review helpful

    11 of 11 people found this review helpful

  • Un romanzo a metà

    Un racconto che si potrebbe definire a metà: leggendo la prima parte, noiosa e un po' banale nella scrittura, si fa fatica a credere che sia lo stesso autore de La verità sul caso Harry Quebert. La seconda parte invece cambia totalmente l'anima del romanzo. Le pagine scorrono velocemente e inevitabilmente si finisce col confondere il protagonista di questo libro con Marcus Goldman. La parte finale, teatralmente brillante, ti permette di apprezzare il libro nella sua interezza dimenticando la noia delle prime pagine e dando un senso scenico alla banalità iniziale.

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    14 person found this review helpful

    14 people found this review helpful

    14 of 18 people found this review helpful

  • Romanzo giallo?

    Un brutto libro d'appendice, sconclusionato, pieno di stereotipi. Personaggi tagliati con l'accetta, senza nessuna psicologia. Un avanti e indietro nel tempo molto confuso e spesso ripetitivo. C'è pure la morale finale.

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    10 person found this review helpful

    10 people found this review helpful

    10 of 10 people found this review helpful

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