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Quali libri leggeremo nel 2021

Di Matteo Moca • gennaio 06, 2021

L'anno che va chiudendosi è stato, per usare un eufemismo, molto complicato per la filiera editoriale che, a partire da marzo, ha dovuto riorganizzare i propri piani, tagliando magari alcuni libri per recuperarli poi in futuro, sicuramente rielaborando piani editoriali che in molti casi hanno una prospettiva che si misura in anni. Complice forse il periodo di isolamento forzato, ma è bene dire che questa situazione ha portato anche a risultati opposti, molti sono riusciti ad aumentare il tempo dedicato alle letture, che sono state varie e numerose, come dimostrano le usuali classifiche di fine anno che stanno uscendo in questo periodo, da quella sui libri tradotti nel 2020 dell'Indiscreto a quelle dei diffusi inserti culturali come “La lettura” o “Tuttolibri”. Dopo un anno del genere è chiaramente impossibile provare a prevedere cosa ci aspetta per le letture del nuovo anno, ora che abbiamo scoperto che esiste il rischio concreto di avvenimenti improvvisi capaci di modificare il modo in cui affrontiamo la realtà ogni giorno: eppure, forse anche a causa degli slittamenti di cui sopra, il 2021 si prospetta come un anno ricco di interessanti uscite.

Sul fronte delle scritture italiane i primi mesi del nuovo anno sembrano promettere, tra importanti ristampe e novità assolute, libri che attireranno una certa attenzione, sia per i temi trattati che per gli autori chiamati in causa, alcuni molto amati all'interno della nostra storia della letteratura e altrettanto letti: Adelphi per esempio ha in programma due libri, uno di Leonardo Sciascia e uno di Carlo Emilio Gadda, scrittori simbolo del loro catalogo. Del primo uscirà Questo non è un racconto, che dà seguito a quello che il titolo promette in quanto si tratta di tre soggetti cinematografici scritti da Sciascia inediti fino a oggi, sicuramente interessanti per valutare come lo sguardo asciutto dello scrittore di Racalmuto vedesse trasposto sullo schermo il rapporto tra il potere e gli uomini, mentre di Carlo Emilio Gadda sarà pubblicato La guerra di Gadda. Lettere e immagini dal fronte (1915-1919) dove sarà invece raccolta un'ampia scelta delle lettere inviate dal fronte della Prima guerra mondiale, auspicata e desiderata in un primo momento con febbrile entusiasmo dallo scrittore.

Per passare invece a scrittori contemporanei, molta curiosità genera il romanzo di Alessandro Gazoia, per nottetempo, Tredici lune, che racconta una storia particolare all'interno dell'anno pandemico che va a chiudersi, con un titolo che richiama uno dei più bei film di Rainer Werner Fassbinder e che sottolinea, dentro una storia privata d'amore, proprio l'eccezionalità di un anno impossibile. Suscita interesse anche il nuovo romanzo di Giosué Calaciura, Io sono Gesù (Sellerio) dove si potranno ritrovare i temi centrali della sua opera, come il rapporto tra l'infanzia e l'esigenza di crescere, la fragilità dell'esistenza e la miseria morale degli adulti, nella storia di un adolescente che va in cerca del padre.

Quodlibet ripubblicherà poi i racconti di Aurelio Boffa, biologo originario di Mosca che vive oggi tra la Thailandia e Roma, Sei una bestia, Viskovitz, libro uscito più di venti anni fa ma assolutamente contemporaneo nella sua scelta di narrare ognuna delle storie attraverso gli occhi di vari animali, un'ampia favola che però oltre a farci ridere ci instilla anche il dubbio sulla nostra natura. La casa editrice Italo Svevo proseguirà poi con la sua collana “Incursioni” (all'interno della quale è stato pubblicato nel 2020 Le isole di Norman di Veronica Galletta, vincitore del Premio Campiello Opera Prima) l'interessante lavoro di ricerca linguistica con i romanzi di Maddalena Fingerle Lingua madre (Premio Calvino 2020) e Spirdu di Orazio Labbate.

66thand2nd pubblicherà l'esordio narrativo di Marco Lapenna, traduttore dal francese, Latitudine 0, un romanzo di scoperta di un mondo altro, quello dell'America centrale, tra fantastico e antichi miti e, infine, Matteo Codignola, per Adelphi, pubblicherà Cosa da fare a Francoforte quando sei morto, racconto in chiave comica della Fiera di Francoforte, del mondo editoriale ma soprattutto di come questo è visto e considerato, libro che segue il suo ultimo Vite brevi di tennisti eminenti.

Per la narrativa straniera invece l'anno si aprirà con il ritorno di un grande vecchio, George Orwell, di cui appariranno nuove traduzione e particolare attenzione meritano quelle di 1984, una per Einaudi a opera di Marco Rossari, traduttore tra gli altri di Charles Dickens, Malcom Lowry e John Niven, una per Sellerio ad opera invece di Tommaso Pincio che invece si è occupato di Francis Scott Fitzgerald, Philip K. Dick o Jack Kerouac (e sempre per Sellerio uscirà l'Autobiografia di Petra Delicado in cui gli amanti del personaggio di Alice Gimenéz-Bartlett conosceranno la sua vita in un interessante esperimento di autobiografia fittizia) e infine una per Feltrinelli di Franca Cavagnoli (che ha lavorato invece, tra gli altri, su Katherine Mansield, John Maxwell Coetzee e Toni Morrison).

Per quanto riguarda i classici il 2021 vedrà anche la nascita di una nuova collana della casa editrice Il Saggiatore, “Classici” appunto, che prevede la pubblicazione di nuove edizioni di libri come le Lettere a un giovane poeta di Rilke e La terra devastata di Eliot, (ma la casa editrice continuerà anche a pubblicare l'opera del Premio Nobel Louise Glück, Ararat nello specifico, dopo Averno e L'iris selvatico). Altro nome molto atteso, uno dei pochi maestri ancora in attività a creare un'aspettativa eccitante, è quello di Don DeLillo, di cui Einaudi pubblicherà l'ultimo lavoro uscito in lingua originale nell'ottobre 2020, Il silenzio, romanzo breve che promette di far parlare molto anche per i temi apocalittici e l'ambientazione così vicina alla nostra.

Altro maestro di cui conosceremo per la prima volta un nuovo capitolo della sua breve e imperdibile opera è Stig Dagerman, di cui Iperborea pubblicherà Il serpente, fino a questo momento inedito in Italia, romanzo di esordio di un autore sempre attento, come in questa vicenda ambientata nella Svezia della Seconda guerra mondiale, alla giustizia sociale e ai rapporti tra l'uomo e la storia. La Nave di Teseo pubblicherà poi due romanzi di uno degli autori contemporanei più importanti e decorati, il Premio Pulitzer Richard Powers che arriverà in libreria con Generosity (incentrato su una giovane rifugiata algerina e sulla sua difficoltà nelle scelte della vita) e Orfeo (incentrato invece su un compositore che vuole creare un'opera che possa salvare l'intera umanità), ma anche Rischi di un viaggio nel tempo, nuovo libro della grande scrittrice americana Joyce Carol Oates e, sempre in ambito delle più importanti scrittrici americane, minimum fax pubblicherà Quel che ci è dato, raccolta di saggi di Marilynne Robinson su temi e autori differenti, da Italo Calvino a John Locke.

Sempre per quanto riguarda gli autori contemporanei, uscirà per minimum fax Scrivere per salvare una vita di John Edgar Wideman, libro che conferma l'editore come uno dei più attenti alle narrazioni contaminate tra ricerca storica e memoir, che muove dalla tragica e celebre vicenda di Emmett Till del 1955 per ricostruire il passato di quella famiglia simbolo dei diritti civili, e, sempre in ambito storico, per nottetempo uscirà il romanzo di Daniel Lee, La poltrona delle SS, storia affascinante di una ricerca che ha coinvolto l'autore, dalla scoperta di un fascicolo di documenti delle SS nel cuscino di una poltrona a quella di un uomo spinto dall'ambizione a entrare nella macchina del terrore nazista. Per tornare ad ambientazioni contemporanee, e a scritture di confine tra la saggistica e l'auto-fiction, Il Saggiatore pubblicherà Appunti da un'apocalisse. Viaggio alla fine del mondo e ritorno di Mark O'Connel (di cui in italiano abbiamo già letto Essere una macchina pubblicato da Adelphi), descritto dalla scrittrice Sally Rooney come «un perfetto manuale della fine del mondo» e in cui lo scrittore irlandese si concentra sulla costruzione di nuovi mondi per sfuggire alla catastrofe che incalza.

Si prevede interessante anche il libro dello scrittore olandese residente in Cile Benjamìn Labatut, Quando smettiamo di capire il mondo, che sarà pubblicato da Adelphi, dove si potrà leggere, filtrate attraverso gli occhi dello scrittore, alcune delle scene che hanno portato alla nascita della scienza moderna.

Dal versante più saggistico, anche se come la letteratura degli ultimi anni ha dimostrato i confini tra generi sono sempre più sfumati, il 2021 segnerà anche il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano e arriverà in libreria Il PCI e l'eredità di Turati per La nave di Teseo, opera di Paolo Franchi, e l'importante ristampa, per Quodlibet, di un libro decisivo per comprendere la storia politica del PCI e le questioni inerenti alla militanza e alla longevità del filosovietismo, La fabbrica del passato. Autobiografie di militanti comunisti (1945-1961) di Mauro Boarelli, arricchito da un testo inedito di Carlo Ginzburg.

Sempre per quanto riguarda autori italiani, uscirà L'italia nel pantano. Scritti politici 1998-2016, una raccolta di scritti apparsi sulla rivista “Lo straniero” di Alessandro Leogrande, libro pubblicato dalle Edizioni dell'Asino: Leogrande è scomparso improvvisamente alla fine del 2017 ma il suo sguardo sul contemporaneo, così acuto e ricco, continua a essere una bussola importante e necessaria per un mondo che facciamo fatica a comprendere. Accomunata da un simile sguardo senza compromessi sulla realtà e da un'analisi preoccupata del futuro, è anche l'opera di Mark Fisher, morto suicida nel 2017, di cui minimum fax prosegue la traduzione delle opere con il secondo volume di scritti del suo blog k-punk, Schermi, sogni e spettri, dedicato a riflessioni sul cinema e la televisione.

E sempre nell'ambito di critici, radicali e lucidi osservatori della realtà, la casa editrice Eleuthera pubblicherà L'utopia pirata di Libertalia di David Graeber, antropologo scomparso nel 2020, storia della leggendaria colonia anarchica fondata da un gruppo di pirati alla fine del Seicento (e sempre per Eleuthera, all'inizio dell'anno, uscirà il volume di Goffredo Fofi Fellini l'anarchico).

La collana Not di Nero Edizioni pubblicherà poi Il Capitale è morto, della studiosa di teoria dei media McKenzie Wark, studio rigoroso, radicale e visionario su come la società dell'informazione abbia creato un nuovo tipo di controllo basato sulla proprietà e il controllo delle informazioni e mostrando come la nuova classe dirigente usi le potenzialità dell'informazione per aggirare i movimenti e i diritti dei lavoratori. A ricostruire la nascita, lo sviluppo e la persistenza del governo del capitale pensa anche il volume di Katharina Pistor, Il codice del capitale, che sarà pubblicato da LUISS University Press, e che spiega come il capitale sia creato negli uffici dei legali mostrando come sia questo uno dei motivi del divario di ricchezza tra i detentori del capitale e tutti gli altri. E in un mondo come questo ciò che viene meno è l'alone antico dei riti come elementi fondanti dei gruppi, come denuncia il filosofo coreano Byung-Chul Han che in La scomparsa dei riti (nottetempo) continua la sua spietata indagine sulla fine del concetto di comunità e sulla spinta narcisistica sempre più pervasiva e insistente che ha gettato i rapporti in relazioni atrofizzate e mercificate.

Sul versante più letterario, Giorgio Agamben racconterà i misteri della vita del poeta tedesco Holderlin in La follia di Holderlin. Cronaca di una vita abitante (Einaudi), Luisa Viglietti, costumista per il teatro, il cinema e la televisione, in Cominciò che era finita (Edizioni dell'Asino) racconta Carmelo Bene, di cui è stata compagna fino alla morte dell'attore e scrittore, raccontando la quotidianità e la semplicità degli ultimi anni del grande artista, Elena Sbrojavacca in Letteratura assoluta (Feltrinelli). Le opere e il pensiero di Roberto Calasso, racconterà l'opera del direttore di Adelphi, un libro che per la prima volta proverà a indagare in maniera organica il valore della letteratura nell'opera di Calasso e, sempre le Edizioni dell'Asino, in occasione dei 120 anni dalla morte di Giuseppe Verdi, ripubblicheranno Vita di Giuseppe Verdi di Aldo Oberdorfer, ebreo triestino morto nel 1941 nel campo di concentramento di Lanciano, che nel suo libro ricostruisce la vita avvincente e appassionante di Verdi, il suo rapporto con il pubblico e le sue relazioni nel privato.

Infine, sempre con riferimento alla musica ma in chiave contemporanea, sta anche l'importante saggio di Kodwo Eshun, Più brillante del sole (che sarà pubblicato da Not), un libro che si situa al confine tra storia della musica elettronica, fantascienza e teoria dei media, opera cardine nella definizione dell'afrofuturismo, libro imprescindibile, e molto atteso in italiano, per approfondire i rapporti tra musica nera e fantascienza.

Le letture non mancheranno anche se si spera che il tempo per leggere possa essere un pochettino meno.

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Matteo Moca, dottore di ricerca in Italianistica, è insegnante e critico letterario. Ha pubblicato la monografia, Tra parola e silenzio. Landolfi, Perec, Beckett (La scuola di Pitagora, 2017) e ha curato Madonna di fuoco e Madonna di neve di Giovanni Faldella (Quodlibet, 2019). Si occupa in particolare dell'opera di Tommaso Landolfi, e, tra gli altri, di Elsa Morante, Anna Maria Ortese e Georges Perec, oltre che delle convergenze tra letteratura e scienze umane. Scrive di letteratura contemporanea su quotidiani e riviste.

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