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    Adrenalinico - Assolutamente da leggere

    La prima parola che ho associato a questa lettura è stata “Adrenalinico”. A differenza della maggior parte dei fantasy che ho letto finora, qui si inizia subito con l’azione, entrando nel vivo degli eventi. L’autrice ha saputo dosare in modo sapiente i momenti informativi, necessari in questo genere di romanzi, e ancor più necessari quando si tratta di storie molto innovative. Infatti, stiamo parlando di un urban fantasy, dove maghi, valchirie, grifoni e portali convivono con automobili e cellulari. Anche a questo ho dovuto abituarmi, mentre cercavo di seguire gli eventi. Con queste dovute premesse, mi sento di dire che la seconda parte risulta più scorrevole rispetto alla prima. All’inizio, infatti, ci sono molte cose da capire, non solo sul mondo magico, ma anche sul giallo che avvolge la storia. Molti dettagli devono trovare soluzione (un paio dei quali non vengono chiariti neppure entro questo primo volume), e nel tentativo di trovare una sede a tutti i pezzi del puzzle (nonostante, come dicevo, la storia sia avvincente e affatto dispersiva) mi sono fermata alcune volte per cercare di capire cosa stesse succedendo e se i fatti fossero coerenti tra loro. Bastava procedere ;). La storia narra di Sasha, una sedicenne che un giorno torna a casa per scoprire che i suoi genitori e il suo miglior amico sono scomparsi lasciando solo un mare di sangue. Da quel momento, un gruppo di guardiani si occuperanno di lei, cercando di investigare su ciò che è accaduto, e al contempo istruendola nell’uso della magia. Non entro in dettagli per non spoilerare, ma di fatto la formazione della ragazza continuerà nella seconda dimensione, quella dove vivono le persone dotate di poteri magici (Yggdrasil). Lì Sasha scoprirà di essere una ragazza molto particolare, depositaria di una chiave che consente l’accesso ai nove mondi noti, nonché di avere caratteristiche che da diverse generazioni non si manifestano. E ovviamente c’è un cattivo che la vuole a tutti i costi. A Sasha ne capitano di tutti i colori, e perdere i genitori è davvero la minore delle brutte notizie. Avrà problemi ad accettare se stessa, perché neppure sapeva di avere delle potenzialità così grandi e pericolose. Avrà problemi ad accettare il suo fato, perché a lei non interessa aprire tutte quelle porte per scoprire altri mondi. Avrà una storia d’amore dolcissima ma in cui è tutto sbagliato. E proverà sulla sua pelle il tradimento da parte di chi avrebbe dovuto amarla. Ricordo che questo è solo il primo capitolo della Saga e, arrivata a questo punto, mi chiedo se davvero Sasha possa contare su qualcuno, visti i risultati finora ottenuti da chi le sta accanto. In ogni caso, considerando il potenziale insito in lei, direi che ci troviamo di fronte a un’eroina di tutto rispetto e non mi stupirebbe se d’ora in poi decidesse di fare tutto da sola chiudendosi a riccio. Ma, visto che di solito le mie intuizioni non ne azzeccano una, non vedo l’ora di sapere cos’ha preparato per noi Maddalena. Ritengo che questo romanzo sia assolutamente da leggere. Ho apprezzato molto l’umanità di Sasha nel subire gli eventi, nel trovarsi al centro di un turbine di circostanze alle quali fatica a reagire e che non le sono facili da comprendere. Mi ha graffiato il fatto che nessuna delle due fazioni sia del tutto bianca o nera, che non vi siano buoni assoluti né cattivi assoluti. E mi ha intrigato l’aspetto magico, la stranezza dei rituali e delle leggende che tessono le trame di questo mondo. Un’ultima nota, sulla violenza. Non è di certo il Trono di Spade, non c’è sangue né battaglie, ma, forse proprio per il tono ovattato della narrazione, i tre/quattro episodi che si sono verificati mi hanno scosso per il modo serafico in cui sono stati enunciati. Quindi assegno due asce.
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