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Valutazioni e recensioni del libro (4 6 classificazione a stelle
4 recensioni
)

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6
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  • 6 persona ha trovato utile questa recensione

    6 persone hanno trovato utile questa recensione

    6 su 6 persone hanno trovato utile questa recensione

    Grazie per i commenti.

    Una storia sincera e sentita

    Nei primi capitoli si concentra l'argomento principale di tutta la storia. Giada perde l'amato padre. Un'imprudenza, un bagno nel mare agitato, suo padre che la raggiunge per riportarla a riva. Lei si salva, ma l'uomo muore. Da tale evento parte la narrazione degli episodi successivi. Giada si sente in colpa e sua madre cambia nei suoi confronti, la mortifica, la rimprovera per futili motivi. È una donna che non ha più una vita felice e, senza rendersene conto, ne ritiene sua figlia responsabile, pur amandola profondamente. Altri personaggi compariranno nell'intreccio, ognuno con i propri vissuti e le conseguenze che questi hanno avuto sulla loro personale visione della vita. Come nella realtà, ognuno di essi avrà un ruolo fondamentale nell'evoluzione e nella crescita di Giada. Libro molto scorrevole e che affronta argomenti di grande impatto emotivo (l'autolesionismo, il senso di colpa) con delicatezza ed eleganza. Mi ha presa fin dall'inizio, ho condiviso con la protagonista emozioni, sofferenze e speranze. Molto bello. Una storia sincera e sentita, una scrittura che mi ha portata con sè e che mi ha sinceramente commossa.
  • 5 persona ha trovato utile questa recensione

    5 persone hanno trovato utile questa recensione

    5 su 5 persone hanno trovato utile questa recensione

    Grazie per i commenti.

    Non leggere questo libro è un peccato. Capitale

    Cominciamo dalla scrittura: è un libro raffinato, dove la lettura scorre in modo gradevole, dove le descrizioni non sono mai noiose, anzi ti fanno vivere e assaporare i luoghi, le luci, i rumori. È un libro colto dove la cultura non pesa, anzi rende la lettura più facile a tutti. Giada è un'adolescente. Un'imprudenza: al mare con papà e mamma, Giada si è avventurata nel mare burrascoso troppo lontano da riva. Sta annegando. Il padre si tuffa, la salva, ma il mare è crudele e non conosce pietà: lascia vivere Giada, ma si prende in cambio la vita dell'uomo. Il senso di colpa di Giada: ha ucciso il padre. Lilly, la mamma, profondamene innamorata di un marito perso tragicamente, ama Giada, ma, inconsciamente, la sente responsabile della fine di una vita felice. Una ragazzina come tutte le ragazzine del mondo, che deve studiare, che vuole fare la brava anche quando mamma è nervosa o la trascura, che ha la crisi d'identità di tutti gli adolescenti del mondo, che ha perso un papà che adorava. Ecco allora che attraverso gli errori, i fallimenti, le sofferenze, i disperati tentativi di vivere una vita felice di Giada e Lilly, vediamo snodarsi il racconto de “Il sole scuro” dove le persone sono vive, soffrono come soffriamo noi, hanno momenti felici come li abbiamo noi. Vivono una vita vera. È la metafora della vita. Un'ora di felicità pare passare in un baleno, pochi minuti di dolore durano un'eternità. E lasciano segni profondi. Non è comune che nelle mie recensioni sia indulgente. Questo è un libro da non perdere.
  • 1 persona ha trovato utile questa recensione

    1 persone hanno trovato utile questa recensione

    1 su 1 persone hanno trovato utile questa recensione

    Grazie per i commenti.

    Emozione

    Lasciate che vi parli del libro che ho appena finito di leggere," Il sole scuro" di Irene Barbagallo. Sono stata attratta dal titolo e dalla copertina e mi sono fidata. Avete presente quella sensazione per cui dopo poche pagine dici "questo è un libro che mi piace, è il tipo di storia che fa per me"? Ecco, a me è successo così. Allora mi sono rilassata e ne ho goduto la lettura fino alla fine. Il sole scuro è il leit motiv del libro: è il vortice che risucchia Giada, la quasi diciottenne protagonista, dopo la tragedia che l'ha segnata, è lo strumento con cui si ferisce ancor di più per sentire quanto male fa la vita, è una cicatrice sul corpo. Leggere il libro è stato come crescere con lei, entrare nei suoi pensieri. Chissà se il sole tornerà a splendere... Consigliato veramente a chi vuole emozionarsi! Bellissimo!
  • 0 persona ha trovato utile questa recensione

    0 persone hanno trovato utile questa recensione

    0 su 0 persone hanno trovato utile questa recensione

    Grazie per i commenti.

    lettura piacevole

    Un romanzo ambientato nella Torino dei giorni nostri, narra la storia di Giada, un’adolescente che si porta dentro un grande peso: si sente responsabile della morte del padre. Il difficile rapporto con la madre che la trascura e la fa sentire colpevole della prematura morte del marito, le provoca un immenso dolore, un disagio che la conduce all’autolesionismo, alla perdita della fiducia in se stessa e culmina con la frequentazione di un ragazzo che si rivelerà cocainomane e violento. Lei crede di non meritare l’amore, quello vero, puro, finché nel burrascoso tormento della vita, incrocia Gerino, un ragazzo che poco alla volta le offrirà un’alternativa al suo sole oscuro. Con lui scoprirà che esiste uno spiraglio di luce, un’alternativa a tutta quella sofferenza, una luce positiva, la possibilità di credere nei propri sogni, la voglia di riscatto. La lettura si è rivelata piacevole e scorrevole, nonostante l’argomento impegnativo. Il lettore percepisce il dolore, il disagio, il senso di inadeguatezza della protagonista, il peso che da anni si porta dentro e che le dilania l’anima. Il finale non voglio svelarlo, ma mi sento di consigliare la lettura a quelle persone che si sentono insicure, che hanno poca autostima di sé, magari ancora giovani ma con la convinzione di essere già adulti.
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