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Valutazioni e recensioni del libro (5 7 classificazione a stelle
5 recensioni
)

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4,9 fuori da 5
7
5 Stelle 4 Stelle 3 Stelle 2 Stelle 1 Stella
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    Grazie per i commenti.

    Mi piace molto per la fantasia.

    Evoca un posto e delle storie magiche. Esprime l'anima fantasiosa insita nei luoghi del nord est brasiliano. Sembra di vedere i luoghi: il manicomio un po' fatiscente ma colorato. Le spiagge e il mare con le onde alte fra cui giocano i delfini; non ultimo le persone che credono nella magia e vi si rivolgono.
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    Grazie per i commenti.

    Da Leggere!

    Sono stata a Genipabu, una bionda spiaggetta accarezzata dall’Oceano in Brasile e ho conosciuto la sua bizzarra e colorita gente. Mi ci ha portato Carlo Marchi con il suo “Maria Beatriz do Mar”, una storia surreale, incantevole, toccante. Adesso conosco anch’io l’ incredibile storia della bella Beatriz, da tutti considerata matta perché parla solo con i delfini, ma ci parla veramente! Questa è la magia della scrittura e quella di Marchi è fresca e leggera, riesce a creare personaggi e storie che sembrano per sempre, con un caratteristico tocco umoristico e autoironico che fa sorridere al momento giusto. La scena che più di tutte mi ha colpito è la bocca sdentata e sorridente di Maria Beatriz: mi lascia con un sorriso che è solo a metà (e forse è il senso di questa bella favola).
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    Grazie per i commenti.

    MAGICO

    Racconto poetico e surreale, quasi una favola. La scrittura è fresca e scorrevole e i personaggi, molto particolari, sono ben delineati e anche se un po' bislacchi non sfociano mai nella caricatura. Anche i fatti più dolorosi sono descritti con delicatezza, senza mai una forzatura. Insomma un libro scritto bene e in modo originale che definirei "magico".
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    Grazie per i commenti.

    bellissimo

    Ero curiosa di leggere al più presto questo romanzo, attratta dal titolo e dalla bellissima copertina che già ammiccava tra tutti gli altri titoli. Come immaginavo non ha disatteso le mie aspettative. L’autore ci catapulta in un luogo quasi magico, ai confini del mondo, il paesino di Genipabu affacciato su una meravigliosa spiaggia in cui una bellissima ragazza è muta, ma parla coi delfini, un vecchio mulo è più saggio degli uomini, un cane non ha mai fame, la gente sempre allegra non vede l’ora di fare festa con musiche ad alto volume, tra palme da cocco che forniscono la preziosa e dissetante bevanda, mare, dune, sbronze e spari che ogni tanto lasciano il morto. Maria Beatriz, la protagonista, la loca, che significa pazza, racconta la sua storia, una storia commuovente che tiene il lettore incollato alle pagine. Ho apprezzato lo stile fresco e fluente, sempre coinvolgente, che non appesantisce il lettore, ma lo invoglia a scoprire cosa succede pagina dopo pagina. Mi è piaciuta anche la tecnica di utilizzare alcune parole in lingua brasiliana, danno l’idea di trovarsi veramente in quel luogo. L’abilità dell’autore si riconosce anche dallo stile con cui sono descritti gli ambienti circostanti, sembra di vedere i colori e di sentire i profumi o gli odori sgradevoli,di ascoltare i rumori, gli applausi o la musica assordante. Piacevole la descrizione dei personaggi, che spazia dalle donne con forme troppo abbondanti a uomini panciuti e spesso alticci, dal grilletto facile. Curiose le professioni: la pescatrice di aragostine, il barbiere errante, la cartomante che legge veramente il futuro, insomma un mix di culture e luoghi esotici, che vale la pena conoscere. Sono rimasta colpita davvero positivamente, da questa storia vera che sembra una favola o, una favola che assomiglia a una storia vera. A voi giudicare. Leggetelo.
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    Grazie per i commenti.

    Una bella fiaba di mare

    Nel nordest brasiliano sorge un piccolo villaggio di nome Genipabu, costituito da un’unica strada compresa tra la spiaggia, in cui la sabbia ha formato morbide e bionde dune, e il “mato”, la foresta di caju e mongrovie. Numerosi e stravaganti personaggi popolano quel luogo incantevole. Si ritrovano per strada o accanto alla chiesa di San Sebastiano e si fermano per “bater papo” (fare chiacchiere), mostrandosi al lettore con le loro particolari caratteristiche che li rendono subito interessanti e accattivanti: le donne grasse il cui adipe traboccante ondeggia dolcemente, gli uomini che bevono il Pitù già all’alba, il tassista cortese Gugu, la cartomante che, se mente, viene colta da un insopportabile prurito, i bambini sempre strillanti, il barbiere errante, il cagnolino dagli occhi blu con il “buffo pennacchio di coda”. Il libro narra principalmente la storia di Maria Beatriz, la “loca” (matta), che comunica con i delfini e, rinchiusa nel manicomio dopo la morte della madre Joana, racconta le vicende passate della sua vita, in cui non mancano colpi di scena e misteri svelati. Lo stile è incisivo, vivace e di ottimo livello, la narrazione è condotta in prima persona e, dunque, in grado di catturare maggiormente l’attenzione del lettore, che ha l’impressione di essere trasportato in quei luoghi, di percepirne i colori, gli odori, le immagini. Alcune espressioni di spessore mi hanno piacevolmente colpita: “la portiera gemette ruggine, “le stelle palpitavano le loro luci”. Il libro è di piacevole lettura per la scrittura di qualità e, in alcuni punti, la narrazione risulta divertente e capace di strappare un sorriso al lettore, il quale è spinto a proseguire per conoscere gli eventi successivi. Si tratta di un buon libro, che definirei una “fiaba di mare”, la cui chiave di lettura è la magia con tutti i suoi significati e le sue intenzioni. Un messaggio dolce e, allo stesso tempo, formativo, rivolto agli adulti, a quell’inconscio personale e collettivo nel quale sono sepolti gli incubi, a quel lontano “io” che ha sempre bisogno di placare le proprie ansie e inquietudini per raggiungere delle sicurezze.
7

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