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    Troppe poche pagine per una storia così

    Oggi vi parlo di Spezzati, la novella gay romance uscita per Quixote Edizioni il 15 maggio scorso. Il libro è il primo volume di una serie chiamata Veterans Affair, e vi dico fin d’ora che spero proprio che la CE decida di pubblicarla tutta, perché il tema trattato è veramente interessante. Come si intuisce dal titolo, infatti, almeno uno dei protagonisti sarà un veterano di guerra, argomento a me molto caro. Spezzati è il primo titolo di questa autrice ad essere tradotto in italiano, e devo ammettere che lo stile di questa signora americana, nata nello stato di New York, residente ora in Colorado, ma cittadina del mondo, che ha viaggiato in lungo e in largo durante la sua attività per il Dipartimento di Stato USA, mi ha veramente travolta. Il romanzo, pur nella sua brevità, è intriso di un amore profondo per il territorio rurale del Colorado, che traspare in ogni descrizione e che arriva agli occhi di chi legge, e ognuna di esse ha il potere evocativo di portarci là, tra i fili di erba secca alla fine dell’estate, al galoppo sui cavalli, presso il corso dei torrenti immersi nei boschetti di pioppi. Il lettore si immergerà nel lavoro di gestione di un ranch e imparerà la sapiente arte dell’apicoltura, e sfido chiunque, a fine lettura, a non pensare a una futura vacanza in uno degli stati del centro sud dell’America, quella più vera ed immutata nei decenni. Dalla sinossi si capisce bene che i due protagonisti, Ethan e Jake, sono due uomini molto diversi, cowboy il primo, veterano dell’Afghanistan il secondo. Accidenti, che cliché, ho esclamato una volta lette le caratteristiche del romanzo… A esso mi sono approcciata con sospetto, temendo di incontrare il solito libro pieno di falso buonismo e testosterone. E con queste premesse potete capire quanto sia stato grande il piacere che emergeva pagina dopo pagina. Nella natura incontaminata che accoglie gli insediamenti rurali si svolge la storia d’amore di Ethan e Jake, due uomini letteralmente “spezzati”, per motivi molto diversi e tragici. Le ferite che si portano dentro sono fisiche ed emotive, e hanno creato delle catene che è difficilissimo spezzare. Ethan dirige il Bar H Ranch per conto dei proprietari, in un contesto estremamente familiare e benevolo che fa sentire anche il lettore a proprio agio. E’ un uomo di 39 anni, alto, moro, con una corta barba brizzolata, ed estremamente attraente a dispetto della zoppia accentuata, il cui motivo verrà spiegato solo alla fine del romanzo. Il Ranch collabora con una delle tante università del Colorado offrendo stage di tirocinio ai laureandi. E proprio così entra in scena Jake, arrivato lì per dare il suo contributo alla gestione dei pascoli e delle nuove arnie per la produzione del miele. Jake approda all’università dopo la ferma in Afghanistan, come fanno molti veterani americani ai quali il governo USA paga gli studi dopo il congedo. Il personaggio di Ethan è quello sviluppato meglio dall’autrice. Con lui il lettore soffre per il dolore al bacino, con lui rimpiange gli anni in cui era forte, sano ed abile al lavoro nei campi o a una cavalcata di giorni nelle praterie. Di Jake sappiamo, fino quasi alla fine, solo l’indispensabile, cioè che soffre di Sindrome da Stress Post Traumatico, risultato degli anni trascorsi sotto le bombe a Kabul. Negli ampi spazi del Bar H Ranch, a Rod Deer, in Colorado, si consuma l’amore di due anime affini che si sono trovate quasi per caso, e che dovranno lottare per stare assieme, sempre sulla riga di un rapporto complesso, di una paura per il futuro che non li lascia se non alla fine. Bellissima la presenza dei due Gemelli del Terrore che vivono al ranch, Cassie e Pollux, due dodicenni scatenati che strappano al lettore più di una risata, e che hanno un rapporto bellissimo con entrambi i protagonisti, paternalistico quello con Ethan, più scherzoso quello con Jake. Unica pecca di questa novella è la lunghezza: 76 pagine sono davvero troppo poche per sviluppare appieno la storia di questi due ragazzi, e il finale del libro ne risente, perché è molto veloce, quasi tirato via. Il voto di tre fenici e mezzo è stato influenzato solo dalla lunghezza dell’opera perché, a mio avviso, è un volume che vale davvero la pena di leggere. Spero davvero che il prossimo libro permetta all’autrice un maggior sviluppo della trama, perché le premesse per una serie vincente per me ci sono tutte! VOTO 3,5 stelline
3

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