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Prenderla con Tlon

Di Francesco D'Isa • aprile 01, 2020

Immagine di copertina

Anche in questi tempi di quarantena, grazie al festival Prendiamola Con Filosofia, la casa editrice, catena di librerie e agenzia di eventi Tlon dimostra la sua importante presenza nella divulgazione e promozione della filosofia. Quella di Tlon è un’ascesa che potrebbe far ricredere chi pensa che certi argomenti non interessano il grande pubblico e per conoscere meglio questo interessante progetto ne abbiamo parlato con Maura Gancitano.

La prima domanda è banale ma doverosa: com’è nata Tlon?

Io e Andrea lavoravano già per altre case editrici, ma avevamo l’esigenza di portare in Italia dei libri di cui sentivamo la mancanza: si tratta di testi di filosofia, psicologia, pedagogia, spiritualità, femminismo e poesia che hanno in comune l’idea di accompagnare chi li legge in un percorso che definiamo di “fioritura personale”, ovvero di comprensione del mondo e di sé. I nostri libri seguono l’idea del “serpente editoriale” coniata dall’editore di Adelphi Roberto Calasso (L’impronta dell’editore), che consiste nel creare un unico grande libro, composto da tutti quelli che pubblica la casa editrice: un “serpente di libri”, una catena ininterrotta, dove ciascun anello è intimamente legato agli altri. Questo non vale solo per le nostre pubblicazioni ma anche per i nostri eventi e interventi pubblici, in cui cerchiamo sempre di creare delle finestre in chiave divulgativa volte all’accrescimento e all’approfondimento.

Oltre alla casa editrice portate avanti molti progetti paralleli, come la libreria-teatro, i podcast e la scuola di filosofia, il progetto #odiareticosta... vi occupate sia di divulgazione filosofica che di quella che definirei “filosofia applicata” (un’idea cui rimanda anche il nome della casa editrice). Qual è o quale desiderate che sia l’influenza della filosofia nella vita quotidiana?

Amiamo molto la filosofia antica e quella del ‘900, che possono sembrare lontane ma hanno in comune la necessità di portare la filosofia nella vita, in una ricerca che ruota invariabilmente attorno alle grandi domande esistenziali. Viviamo in un tempo che in un certo senso è simile a quello in cui visse Platone; lui era alla soglia tra oralità e scrittura, noi tra scrittura e tecnologia, intesa in tutti i suoi nuovi mezzi espressivi e comunicativi. È questo il motivo anche del nostro impegno sui social...

...mi leggi nel pensiero: la vostra attività sui social dimostra che non è impossibile veicolare un messaggio che non sia superficiale e ottenere un buon seguito. Qual è la vostra politica mediatica?

Abbiamo imparato via via, perché facciamo e abbiamo fatto tante cose diverse in molti ambienti diversi, a volte più complesse e altre più comprensibili. La filosofia può avere un potente effetto nella vita quotidiana, sia a livello individuale che sociale; è importante che riesca ad arrivare a tante persone – senza mai banalizzarsi. Non abbiamo deciso una strategia social all’inizio, non sapevamo nemmeno se e come muoverci con questi mezzi, ma lo abbiamo scoperto in seguito attraverso l’interazione con le persone, sin dal primo libro scritto da me e Andrea, Tu non sei dio. Nelle presentazioni e dagli interventi di chi lo leggeva abbiamo percepito un forte bisogno di dialogo. Forse è da qui che nasce il nostro desiderio di pubblicare libri che non confermano le idee che le persone hanno del mondo, ma che suscitano dubbi e riflessioni. Viviamo in un momento in cui ci vengono poste grandi domande, basti pensare al cambiamento climatico, le migrazioni, la bioetica… la reazione peggiore è senza dubbio non cercare una risposta. Bisogna avere il coraggio di capire a fondo il momento in cui ci troviamo.

I libri Tlon coniugano scientificità, chiarezza espositiva e libertà stilistica. Di rado il risultato è un testo tipicamente accademico. Qual è a tuo parere il rapporto tra filosofia e accademia?

Studiamo molto la filosofia accademica, ma ci rendiamo conto che è difficile da capire per chi non ha un’adeguata formazione. A noi interessa arrivare sia a chi è nell’accademia e vuole aprirsi a stili diversi, magari esplorando il confine con la non-fiction, che a persone prive degli strumenti per leggere dei libri accademici, spesso bellissimi ma difficilmente accessibili. La stessa cosa vale per le scienze. Ecco, c’è una cosa a cui tengo molto: non credo che il nostro modo di fare filosofia sia migliore, ma che ci debbano essere molti modi per comunicare ed esprimere a un’idea – anzi, ci devono essere tutti. Questo lo hanno capito molto bene i divulgatori scientifici. Ci sono persone che non leggono o leggono pochissimo e che oggi hanno cominciato a farlo; magari partono dai nostri libri e arrivano ad Hannah Arendt. Lo stesso succede grazie ai podcast: magari ascoltano una puntata di un’ora su Wittgenstein o Heidegger e poi provano a leggerli. È questo il nostro scopo principale, aprire una finestra e invitare all’approfondimento di nuove conoscenze.

Uno stile filosofico non accademico può dare qualcosa di più, o solo divulgare?

Se sei d’accordo che Platone sia il più grande filosofo occidentale sai già la risposta [ride]! Il problema è che in seguito la filosofia si è chiusa nell’astrazione. Hegel diceva che i miti di Platone erano un intervallo tra un discorso serio e un altro, ma Heidegger si è accorto che non era così: i miti sono storie che aiutano a comprendere delle cose. È per questo che noi crediamo che i testi narrativi o le serie tv siano estremamente utili per capire la realtà. Tra l’altro Hegel era estremamente narrativo, senza dubbio un grande oratore, ma nei suoi testi voleva essere inattaccabile. A Tlon parliamo spesso di filosofia e immaginazione, perché l’immaginazione può essere d’aiuto alla comprensione, se viene affiancata all’aspetto logico-razionale.

Nel vostro catalogo c’è un ampio spazio a quel che si potrebbe definire esoterismo e magia, sebbene attraverso una visione filosofica. Qual è il rapporto tra misticismo e filosofia per Tlon?

Si tratta del nostro interesse – non a caso Adelphi è la nostra casa editrice preferita – per libri che hanno a che fare con i simboli e la narrazione. Gurdjieff lo ha espresso con una frase scomoda ma intrigante:

La verità può essere detta solo sotto forma di bugia

Il simbolo è sempre falso, costruito, ma la narrazione rappresenta il nostro tentativo di comprendere il mondo. E stiamo anche con Borges, quando diceva che la teologia è un ramo della narrativa fantastica – cosa che fa inorridire i teologi. È questo che ci piace, parlare di storie che sembrano assurde e sanno di esserlo, ma che possono dare suggestioni importanti.

Un altro spazio importante è dedicato al femminismo e al de-condizionamento sociale. Che tipo di impegno promuovete in quest’ambito?

Questi argomenti li trattiamo perché vediamo che spesso c’è molta confusione in merito, non si sa come orientarsi. Noi vogliamo mettere dei tasselli per una comprensione più completa e diffusa. Presto uscirà un libro di Jennifer Guerra sul corpo, uno sul fat shaming... tutti argomenti che hanno forti ripercussioni sulla vita quotidiana. Ci interessa costruire una rete tra persone che riflettono e per questo pubblichiamo i libri che non possiamo scrivere ma che dobbiamo andare a cercare. Abbiamo pubblicato Richard Tarnas, che si è gettato nell’impresa di ricostruire sin dagli albori la storia delle idee e delle filosofie che hanno segnato la rotta del destino occidentale. Mi ricorda la mente bicamerale di Julian Jaynes, una teoria probabilmente falsa ma comunque evocativa. Le teorie sulla realtà in fondo sono sempre false, perchè non la possono mai esaurire. Ci sono però delle teorie false che sono un innesco per qualcosa di più, che portano altre domande. La teoria della mente bicamerale è probabilmente falsa, ma innesca altre domande e ha dato vita a una serie come Westworld.

L’editoria è un mercato a dir poco difficile, specie se si propone contenuti di spessore. Qual è il vostro piano di sostenibilità economica?

Noi siamo molto soddisfatti. Credo che le case editrici con un progetto editoriale forte e il coraggio di rischiare siano quelle che funzionano meglio. Col tempo abbiamo imparato sempre di più a lavorare coi libri, a gestire le tirature, a capire cosa hanno voglia di scoprire le persone che ci leggono. Ci siamo buttati in nuovi temi e in recuperi, persino in libri che esistono in altre lingue ma che per essere calati nel contesto italiano devono essere riscritti, non tradotti.

Mi dici una prossima uscita e il titolo a cui sei più affezionata?

Come prossima uscita Corpo elettrico di Jennifer Guerra, di cui ti parlavo prima. Il libro a cui sono più affezionata è un romanzo, La tenda Rossa, di Anita Diamant. Parla delle vicende dell’unica figlia femmina della famiglia del patriarca Giacobbe e riporta in vita i riti e le dinamiche segrete tra le donne della tribù - Lia, Rachele, Zilpa e Bila - che la Bibbia cita ma a cui non ha mai dato voce. Patriarcato, contatto con la divinità, riti di iniziazione e potere femminile: è una delle traduzioni che mi hanno resa più felice, era necessario che questo romanzo uscisse anche in Italia.

Lezioni di meraviglia di Andrea Colamedici, Maura Gancitano

"La filosofia non si pone prima della concretezza del mondo, ma dopo. Non rappresenta un modo per sfuggire alla realtà ma la via per affrontarne l'ultimo lembo possibile. La filosofia, cioè, non è per codardi ma per individui estremamente coraggiosi, pronti ad affrontare ciò che sembra inaffrontabile: l'apparente mancanza di senso dell'esistenza. La filosofia nasce dal 'thauma', cioè dal terrore, dallo scoramento, dall'apertura nei confronti dell'ignoto. Questa meraviglia estrema è il punto di partenza, il cominciamento del filosofare".

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L'ardore della mente occidentale di Richard Tarnas

Come è nata la visione del mondo occidentale, e quali sono le radici filosofiche che hanno dato forma al nostro modo di intendere la realtà? In questa guida Richard Tarnas compie la titanica impresa di ricostruire la storia delle idee e delle filosofie che hanno segnato la rotta del destino occidentale.

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La stella nera di Gary Lachman

In "La stella nera" Gary Lachman offre una panoramica sulle radici dei movimenti di pensiero occulto che hanno dato forma al fenomeno Trump (dal pensiero positivo al New thought, dal Tradizionalismo di Guénon ed Evola, a oscuri personaggi dell'esoterismo francese). I principali protagonisti della politica internazionale esprimono, secondo Lachman, una visione del mondo che ha molto a che fare con la "magia", intesa come capacità di alterare il reale attraverso l'immaginazione o l'uso dei simboli della memetica su internet.

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Francesco D’Isa (Firenze, 1980), di formazione filosofo e artista visivo, dopo l’esordio con I.(Nottetempo, 2011), ha pubblicato romanzi come Anna (effequ 2014), Ultimo piano (Imprimatur 2015), La Stanza di Therese (Tunué, 2017) e saggi per Hoepli e Newton Compton. Direttore editoriale dell’Indiscreto, scrive e disegna per varie riviste.


Di Francesco D'Isa abbiamo pubblicato:

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